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CRISTINA PIOLINI

Ricercatrice nel cuore dell'Himalaya, alpinista estrema per passione

Premosello Chiovenda - "Mi chiamo Cristina Piolini, abito in Valle Ossola, nel cuore della Valgrande, precisamente a Premosello Chiovenda. Ho iniziato da piccolissima sugli sci a 3 anni, a 8 le prime gare di sci in inverno e corsa in montagna in estate. A 14 anni le prime esperienze di arrampicata nelle falesie vicino a casa e poi nel finalese. La palestra in quota è stata sul Monte Rosa sulla Est, dalle prime salite sulle cime minori fino ad salire la est parete himalayana. Nel 1992 inizia la prima esperienza in alta quota nel Pamir, e poi via fino ad arrivare nel ottobre 2005 con il primo ottomila, lo Shisha Pangma 8013metri in Tibet" si presenta così, tutto d'un fiato, con una semplicità disarmante mischiata, ma sempre con semplicità, a termini tecnici sui quali non fai in tempo a bloccarla per farteli spiegare. 
Ora Cristina, ricercatrice all'estero nella vita e alpinista nel mondo per passione, è momentaneamente in Italia, nella casa di  famiglia, in  partenza, il prossimo 14 gennaio, per una nuova avventura "agli estremi", come dicono quelli del suo staff,  un lungo viaggio, "IL GIRO DEL MONDO IN 7 VETTE", attraverso Nepal, Pakistan, Bhutan ed alla scoperta di nuovi orizzonti, terre e vette inviolate di Pakistan, Patagonia e Cina, sul Monte Genyen di Karl Unterchirker.  "Da dicembre 2005 lavoro in Nepal presso il laboratorio-scientifico alla Piramide di EVK2CNR di Bergamo con a capo Agostino Da Polenza come manager e assistente ai ricercatori. Tutt'ora vivo in Nepal per lavoro e coltivare la mia passione per la montagna. Da giugno collaborerò con il Rifugio Margherita sul Monte Rosa".  

Cristina, quali le grandi tue avventure del passato?
La prima esperienza di alta quota risale al 1992, nel Pamir con la salita a Peak Comunismo e il Peak Karzhenevskaya, con dei fortissimi scalatori russi e un italiano, Carlo Benedetti, con cui ho scalato dal Rosa alle Ande passando per la Cina. Una esperienza bella e originale nel '96 con la salita al Muzstaghata, 7569 metri in Cina e la discesa con gli sci. Nel 97 una estate in Perù, salendo le belle vette delle Ande. Poi salite in Dolomiti, sul Monte Bianco e nel 2005 la prima esperienza in Tibet con la salita dello Shisha Panama per commemorare il 150 della salita alla Punta Dufour sul Monta Rosa. In ultimo, maggio 2006, il tentativo al Lhotse 8516 metri e raggiunta la quota 8300 metri. 

Quali sono i momenti che meglio ricordi di queste sfide del passato?
Sicuramente il vento sullo Shisha Panama sempre costante e aver raggiunto la quota 8300 metri sul Lhotse in solitaria, godendo di uno spettacolo in prima visione, e l'occhio puntato sulla vetta dell'Everest. Poi altri momenti ci sono anche sulle scalate in Dolomiti.....ma è difficile fare una classifica perché sono momenti indelebili se vivi la montagna come passione e modo di vita. 

Ci racconti nei dettagli questa nuova avventura?
Questa avventura era nata sulla carta nel maggio 2006, prima di salire il Lhotse. Altri progetti erano in corso, come la salita invernale al G2 nel Pakistan, logisticamente difficile per la tanta neve, il freddo intenso, ma ci ha bloccati l'infortunio del mio socio nel novembre e quindi abbiamo deciso di rimandare. Questa avventura ha lo start il 14 gennaio con il GIRO DEL MONDO IN 7 VETTE. Tenterò di salire la vetta più alta di ogni continente, girovagando per il mondo. La prima tappa del viaggio sarà l'America del Sud, Argentina, con l'Aconcagua 6962 mt, primavera sarà la volta dell'Everest e anche il Lhotse. Settembre Africa con il Kilimanjaro 5963 mt, e poi Oceania con la Piramide di Carstensz 4884 mt, Russia Elbrus 5633 mt, Alaska nord America con il Mc Kinley 6195 mt, e per concludere l'avventura l'Antartide massiccio del Vinson 4897 mt. 

Sarai sola o in gruppo?
La partenza è da Linate il 14 gennaio per l'Argentina e sarò in compagnia di Plamen Shopski, Guida Alpina e Maestro di Sci, e un bel gruppo di 9 ragazzi. L'Everest e il Lhotse sarò sola, infatti il permesso è a mio nome e sarà una bella esperienza, sarò seguita dall'Italia da un grande amico, GianCarlo Parazzoli, da Alberto Cortinovis, di Bergamo, e a Kathmandù mi seguirà Giorgio Tiraboschi. Le comunicazioni attraverso un thuraya verranno attraverso sms e dal campo base con mail. 

Durata complessiva?
Durerà 2 anni il giro del mondo se tutto va bene, quello che mi preoccupa di più è l'Antartide che ho inziato già ora a organizzare. 

In questi tuoi viaggi sono più gli italiani o gli stranieri che incontri e con i quali collabori?
Le esperienze più belle e ricche dal punto di vista umano sono state sempre con stranieri dalla Korea, Filippine, americani e spagnoli.....non ho un bel ricordo di italiani come spedizioni alpinistiche, ma come trekkinisti si, ho appunto conosciuto Plamen Shopski e con cui partirò per alcune tappe del mio giro del mondo. Sono un pò critica, ma ho avuto risposte negative con italiani, troppa ipocrisia nell'ambiente alpinistico e invidia che porta a non valorizzare la montagna come si dovrebbe vivere. 

Ecco, appunto, la montagna: una passione o una droga?
Bella domanda......sicuramente la passione per la montagna e l'Himalaya ti trasporta in un "tunnel" che è difficile uscirne. Himalaya io la considero non solo per le sue alte vette, ma il contorno, le tradizioni, la gente fantastica che incontri, esperienza di vita che nessuno ti può negare, i luoghi.......  

Come spiegheresti a uno che non ha mai vissuto la montagna le motivazioni di questi tuoi viaggi?
Devi avere dei valori nella vita. Io i miei valori li coltivo durante i  viaggi, guardando si le vette, ma anche la "parte bassa". I motivi..........viaggiare e dare vita ai propri valori. Nella vita tutti si danno un "target", dall'impiegato al postino, ognuno vuole raggiungere la propria "meta" nella vita, io la cerco durante i miei viaggi e ad ognuna scalata, ad ogni passo voglio dare un valore e una vetta. 

Cosa cerchi in questi viaggi?
Ho la fortuna di lavorare nel cuore dell'Himalaya ai piedi dell'Everest, ho la fortuna di poter viaggiare e ho anche le opportunità di farlo. Cerco di farne una risorsa per la mia cultura personale e magari, attraverso le immagini, trasmetterla ai meno fortunati. 

Cerchi un pò anche te stessa?
Sicuramente cresci viaggiando, tante esperienze negative e positive ti portano a conoscere te stesso. 

Cosa pretendi da te stessa e cosa vuoi dimostrare?
Non devo dimostrare nulla e non pretendo nulla da me stessa, ogni viaggio è personale, le vere emozioni egoisticamente non le comunichi...nella vita a volte è bello sognare e rincorrere i sogni con la fantasia. 

Hai uno sponsor?
Ho dei partners per l'abbigliamento Valandrè, gli accessori e gli attrezzi alpinistici Grivel Courmayeur Aosta, Ferrino per tende e sacchi letto, Scarpa e Gronell per le calzature. Gli sponsor sono difficili da trovare, l'alpinismo purtroppo non è considerato molto...avrei dovuto rincorrere un pallone. 

Come ti finanzi?
Lavoro come ogni essere umano, uso le mie risorse, faccio lavori dove son ben retribuita e libera anche di viaggiare. 

Chi sono i tuoi ammiratori?
Sicuramente, e sorrido, non gli alpinisti. La famiglia sono i miei grandi sostenitori e la forza per andare avanti, gli amici quelli veri e quelli che credono in me. 

Quale rapporto hai con internet?
Per le mie ricerche è indispensabile, per le comunicazioni durante i miei viaggi un filo diretto con casa e famiglia. E' un bella invenzione, ma a volte una lama a doppio taglio, dove trovi di tutto e di più, bugie e verità, quindi bisogna saperlo usare bene. 

Cosa vorresti comunicare ai giovani che vedono in te un simbolo?
A qualsiasi persona dico di essere sincero e dare un valore a tutto ciò che fa tutti i giorni. Coltivare una passione e non mollare mai i sogni, a volte si avverano. 

News ITALIA PRESS


CRISTINA PIOLINI IN VETTA ALL'ACONCAGUA 

BUENOS AIRES, Argentina -- Ce l'ha fatta. L'alpinista ossolana Cristina Piolini è giunta in vetta alla montagna più alta del Sudamerica, l'Aconcagua, una delle celeberrime Seven Summits.  

"La giornata e' stata lunga e faticosa per il freddo - racconta Cristina Piolini, fresca di successo - Al Campo Berlin, 6.000 metri, da dove siamo partiti, c'erano 30 gradi sotto zero. Anniamo visto un pò di sole solo alla Canaleta, poi il brutto tempo ci ha accompagnati in vetta". La Piolini e alcuni membri della spedizione sono giunti sulla cima della montagna di quasi 7000 metri (6962 m per l'esattezza) sabato intorno alle 14.30 ora locale. Giusto il tempo di due foto e poi di corsa giù, perchè la bufera era in agguato. 

"Durante la discesa ci ha sorpresi la neve - continua l'alpinista ossolana -. Solo grazie al GPS di Plamen siamo riusciti ad arrivare tutti al campo Berlin, o campo 2. La mattina dopo siamo scesi al base, ma batter traccia con zaini di 20 chili sulle spalle non è stato semplice. Ringrazio tutti quelli che credono in me e gli amici di vetta Plamen, Igino, Luigi, Giorgio, Nicola e Bruno". 

Ieri sera alle 19 ora italiana, la Piolini era al campo base. Cosa prova dopo il raggiungimento della vetta? "La prima tappa delle Seven Summits è andata, olè - scherza l'alpinista -, ora il giro del mondo continua".

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